Partire in vacanza con i libri amici

Oggi voglio scegliere per me e per voi una selezione di libri da mettere in valigia per le nostre vacanze estive. Niente recensioni, perché alla critica credo generalmente poco. Ma dopo l’estate chi vorrà potrà scrivermi, e magari potremo confrontarci insieme su quello che abbiamo letto. Chiaramente i libri in selezione sono tutti a tema Pianeta amico, ma neanche io li ho ancora letti.

Il primo in lista è il libro di una persona a cui voglio bene. È stato mio insegnante durante un corso che ricordo soprattutto per gli affetti che mi ha regalato. Lui si chiama Giuseppe Barbiero, e il testo che metterò in valigia è il suo Ecologia affettiva. Mi sembra di sentirlo durante una lezione, mentre ne leggo qualche parola: “Sono sul bagnasciuga della spiaggia. Respiro lentamente e lascio che le molecole di azoto e di ossigeno penetrino nei miei polmoni. Sono un dono dei miei fratelli maggiori, gli organismi fotosintetizzatori e i batteri denitrificatori. Sono molto più antichi di me”. A me quest’uomo ha regalato la capacità di sapere osservare il mondo con occhi diversi. Questo suo nuovo libro non me lo perdo.

Il secondo che metto in valigia è Ecosofia, di Arne Næss, il teorico della concezione biocentrica del mondo, secondo cui ogni essere vivente ha valore in sé, oltre ogni concezione antropocentrica. Questo è il libro base del movimento per l’ecologia profonda, che sostiene la necessità di una tecnologia ecosostenibile e di un annullamento dell’intrusione umana nella natura.

Segue a ruota Italo Calvino. Nei suoi scritti Calvino dà spesso ampio spazio alla relazione uomo-natura e grande attenzione all’impatto umano sulla Terra. Scelgo di mettere in valigia La formica argentina, incuriosita da quanto detto da Calvino stesso su questo suo romanzo breve: “È il racconto più realistico che abbia scritto in vita mia; descrive con assoluta esattezza la situazione della invasione delle formiche argentine nelle coltivazioni a San Remo e in buona parte della Riviera di Ponente all’epoca della mia infanzia, anni Venti e anni Trenta”.

Come quarto libro, metto in valigia Il Tao della fisica di Fritjof Capra. Il libro racconta le scoperte della fisica sperimentale che, nell’ultimo secolo, hanno gettato gli scienziati stessi in uno stato di grave sconcerto. Einstein disse a proposito “Tutti i miei tentativi di adattare i fondamenti teorici della fisica a queste nuove acquisizioni fallirono completamente. Era come se ci fosse mancata la terra sotto i piedi, e non si vedesse da nessuna parte un punto fermo su cui poter costruire”. Fritjof Capra osserva come la scienza occidentale si sia allontanata e continui ad allontanarsi sempre di più dalla cornice entro cui è nata, che è quella cartesiana di una divisione invalicabile fra mente e natura. Leggo in una descrizione che mi rende il testo ancora più invitante “idee come quella della fondamentale interconnessione della natura, che sono il fondamento di tanta parte del pensiero orientale, o immagini come quella della danza di Shiva cominciano ad acquistare un preciso significato nel linguaggio della fisica di oggi, là dove essa pone l’accento sulla compenetrazione. Si tratta di un immenso mutamento di prospettiva epistemologica: il raro merito di questo libro di Capra è nell’averlo saputo esporre per la prima volta in modo organico, parlando simultaneamente agli scienziati e al generico lettore intelligente, in un felice tentativo di far capire che la fisica moderna va ben al di là della tecnologia, che la via – il Tao – della fisica può essere una via con un cuore“. Ammetto che questo punto di vista è assai intrigante. Accanto a questo libro porto La fisica degli angeli, per metterli a confronto. Uno dei due autori lo apprezzo particolarmente, Matthew Fox. L’altro, Rupert Sheldrake, devo ancora conoscerlo. Il testo si presenta come “un dialogo eretico tra scienza e spirito”, e auspica  una nuova consapevolezza cosmica che ricollochi l’uomo all’interno di un universo vivo e non meccanicistico. Ovviamente si tratta di un testo essenzialmente teologico, che si propone di indagare in modo scientifico sugli angeli. Ma conoscendo Fox immagino già che per apprezzarne la riflessione filosofica non sarà necessario raccogliere completamente le sue posizioni.

Sesto libro che porterò con me è Il maiale non fa la rivoluzione, scritto da Leonardo Caffo, un filosofo che sono contenta di conoscere personalmente e di cui apprezzo la grande lucidità di scrittura e pensiero. Il testo si propone come il manifesto di un antispecismo debole, e questo mi rimanda immediatamente a Gianni Vattimo e Pier Aldo Rovatti, quando parlarono di pensiero debole e della caduta dei presupposti fondanti della tradizione filosofica occidentale. Conoscendo Leonardo posso immaginare che il suo libro faccia qualcosa di simile, decostruendo le posizioni animaliste e guardando al dramma delle vite animali dal punto di vista degli animali stessi, e non più degli uomini che vogliono aiutarli, per definire nuovi obiettivi al movimento di liberazione animale. Direi che in tempo di nuovi “partiti” che nascono pubblicizzandosi come animalisti, questa lettura ci sarà utile.

Ultimo libro che metto in valigia è Biocentrismo, di Robert Lanza, che si chiede “se chiudiamo gli occhi, l’universo esiste ancora?”. Vi sembrerà una follia, ma noi che abbiamo dedicato buona parte della nostra vita alla filosofia ce lo chiediamo da sempre. Sono curiosa di sapere come risponderà Lanza.

E per i bambini, chiederete voi? Per loro vi consiglio qualcosa che la mia piccola ha già provato e promosso. Il primo testo è di Eric Carl e si intitola Il piccolo seme. Consigliato dai quattro anni, noi abbiamo iniziato a leggerglielo prima dei due e ha sempre gradito moltissimo. La storia racconta di un piccolo seme che vaga sospinto dal vento, finché non arriva nel posto adatto per crescere e diventare il più alto dei fiori. Una storia delicata e raffinatissima, con eccezionali disegni, come sempre Eric Carle sa regalarne. Secondo titolo è Il lupo che voleva fare il giro del mondo, di Orianne Lallemand ed Éléonore Thuillier. Noi amiamo le avventure del nostro amico lupo, ma questa in cui viaggia per i cinque continenti è indubbiamente la più adeguata alla nostra famiglia vagabonda. Consiglio infine Il piccolo libro dei grandi segreti animali, dove l’autrice Maja Säfström racconta che i pinguini soffrono il solletico, che la piovra ha tre cuori, gli struzzi sono uccelli ma non possono volare e tante altre curiosità per scoprire un mondo eccezionale e sconosciuto. Vi consiglio anche di portare in vacanza con voi le 57 carte Montessori degli animali, dove ad ogni animale corrispondono le nomenclature classificate. Marito, prima ancora di scoprire che qualcosa del genere esisteva in commercio, aveva già disegnato e scritto il nome scientifico di ogni animale in alcune carte bellissime – tutte rigorosamente riciclate su cartoni di fortuna – che per un anno hanno reso uniche le pareti della nostra casa fiorentina. Siamo stati montessoriani prima di esserne consapevoli!

Buona lettura, e se potete scegliete i vostri in eBook. Ve lo consiglio perché sono innamorata del profumo della carta, ma sono più innamorata degli alberi vivi e ho scoperto che i formati digitali nulla tolgono al piacere della lettura.

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