Tra i mille profumi delle spezie a Dubai

Per un’appassionata di erbe come me, il suok dell’oro e delle spezie è un paradiso sensoriale che non posso non consigliarvi se visiterete Dubai. Io ci sono stata da sola. Accompagnavo in città il mio amico Gianluca, impegnato in una conferenza. Sono andata al mercato di prima mattina, alla ricerca di cose belle da fotografare. C’erano 47 gradi, una temperatura che non dimenticherò perché pensavo mi avrebbe uccisa. Sono arrivata al mercato con un taxi che dentro manteneva un clima da cardigan di lana. L’escursione termica non ve la consiglio, ma tanto a Dubai vi toccherà.

I colori e i profumi di questo mercato, la lavorazione degli ori, i vestiti degli abitanti di Dubai rendono questo un luogo da mille e una notte, direi il posto che più mi è piaciuto di una città troppo artefatta per i miei gusti da viaggiatrice con lo zaino in spalla.  Il mercato si trova nel quartiere Al Ras, a Deira, e si dice che al suo interno si trovino circa dieci tonnellate di oro. Io ho provato solo un braccialetto, assolutamente fuori dalla portata delle mie finanze ma bellissimo. Di quella mattina ricordo con piacere le chiacchierate con i commercianti. Nel mercato se ne trovano circa 300. Ho parlato con molta gente, qualcuno era stupito di vedere una donna sola in giro per il mercato e mi chiedeva se fossi lì per lavoro, puntando alla mia macchina fotografica. Dicevo di sì per tagliare corto, la storia era un po’ più complessa. Qualcuno ha anche tentato di vendermi un burqa, cercando di convincermi che avrei potuto usarlo anche in Italia per tentare un abbigliamento esotico. Va detto che ce ne sono di bellissimi. Dubai viene chiamata la città dell’oro proprio per la facilità di questo tipo di commercio, dovuto alle politiche di libero scambio degli anni Quaranta, quando schiere di commercianti impegnati in questo settore dall’India e dall’Iran furono richiamati nell’emirato. Io non dico che tutti quei gioielli non mi affascinassero, ma ammetto che mi sono davvero persa solo nella zona dedicata alle spezie. Lì la mia sensorialità è impazzita, ho comprato di tutto a prezzi assolutamente turistici perché anche un bambino avrebbe potuto approfittare della mia totale confusione sinestetica. Profumi di cannella e cardamomo, chiodi di garofano e curry, cristalli di olio del libano bruciati, petali essiccati e the. Tutto rendeva l’aria carica di profumi eccezionali che non mi hanno però distratto da un altro bel regalo che il mercato fa ai visitatori, la sua architettura di archi in legno, vicoletti e belle lampade arabe. Perdetevi anche voi come se foste Jasmine in fuga dalle pressioni della vita di palazzo. Non ve ne pentirete.

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