Nuova Zelanda, la magia di Monte Fato

Oggi vi faccio venir voglia di staccare un biglietto per la Nuova Zelanda. Ho puntato la sveglia presto per avere qualche minuto in più da dedicare a questo post, dove vi racconto brevemente il parco nazionale del Tongariro, luogo eccezionale al centro dell’Isola del Nord. Patrimonio dell’UNESCO dal 1990, è questo il quarto parco più antico del mondo. Al suo interno si trovano il vulcano Ruapehu (che tutti conoscono come il Monte Fato de Il Signore degli Anelli), monte Ngauruhoe e monte Tongariro. Le salite sono lunghe e ardue, ma vi garantisco che pentirsi di questa fatica è impossibile. Qui la natura incanta e dimostra tutta la propria forza. Crateri rossi e laghi smeraldini, colori, odori e vegetazione, tutto è al limite della bellezza e dell’energia. Io e mio marito siamo arrivati al parco la sera prima, col nostro campervan – mezzo che consiglio a chi voglia visitare da cima a fondo queste isole – e siamo rimasti a dormire al rifugio Ketetahi. Come sempre accade, al rifugio è possibile conoscere gente di tutto il mondo, confrontare i percorsi, scambiarsi informazioni e preparare insieme la cena nella grande cucina comune. Nei dintorni del rifugio è anche possibile acquistare qualche dettaglio tecnico per la salita, in un piccolo negozio di articoli da montagna. Vi raccomando l’abbigliamento tecnico, lungo il percorso troverete più volte un cartello che vi ricorda che essere ben equipaggiati è indispensabile per non lasciare il percorso a metà.

All’interno del parco si trova una vegetazione molto varia. Salendo passerete dalla foresta pluviale alla flora alpina in un solo giorno, fino a toccare le vette considerate sacre dai Maori. Anche se il parco offre impianti di risalita io vi consiglio di non lasciarvi tentare e percorrere tutta la strada sentendovi per un giorno membri della Compagnia dell’Anello attraverso il Tongariro alpine crossing. La zona che a me è piaciuta maggiormente è quella che va dal Cratere rosso al Lago blu. Qui ho davvero sentito tutta la maestosità del Pianeta in cui mi trovo. In questa zona fate molta attenzione, perché la discesa è sdrucciolevole. Il percorso vi porta tra una colata rossa sul pavimento del cratere centrale e i laghi smeraldo, in un’ambientazione da favola. La pista del Tongariro alpine crossing gira attorno al cratere centrale e risale il lago blu (un lago acido sacro ai Maori) in circa un’ora. Ricordate di non mangiare o bere sulle rive per rispettare la sacralità del luogo.

Prima di partire potete visitare la pagina ufficiale del Tongariro alpine crossing per definire il percorso che desiderate seguire nel dettaglio, così da non trovarvi impreparati quando vi troverete alle pendici.

Ultimo consiglio all’italiana: quando siamo in viaggio ci piace sempre mangiare le cose del posto, ma per la fine di questo trekking mettete un pacco di spaghetti nello zaino. L’unica spaghettata in Nuova Zelanda ce la siamo concessi lì. E ci stava tutta! Ecco una foto di marito ai fornelli mentre li prepara. foto 1 (2)

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